RICERCA

La nostra attività di ricerca mira ad individuare le figure femminili, ormai molto poche, che continuano a portare avanti la tessitura tradizionale, con particolare attenzione al macramè, un’arte fortemente legata all'utilizzo delle mani, che sono l'unico strumento di lavoro; e sono mani che raccontano antiche storie, che vengono dall'Oriente.

Si pensa che il termine macramè derivi dalla parola araba, usata nel XIII secolo, migramah (frangia). Un'altra scuola di pensiero sostiene che venga dal turco mahramatun (fazzoletto) o makrama (asciugamano o fazzoletto per il capo ricamato), e che fosse un modo per terminare i lavori di tessitura utilizzando i fili in eccesso nella parte superiore e inferiore, creando delle frange. In Italia comincia a diffondersi intorno al XVI-XVII secolo, principalmente nei conventi e nei monasteri, dove vengono create frange ornamentali per lenzuola, asciugamani, tovaglie ecc. che andavano a far parte dei corredi da sposa ed arredi ecclesiastici.

Essendo fortemente legata alla tessitura a telaio, è andata scomparendo insieme alla prima. Il nostro obiettivo è dunque quello di raccogliere testimonianze, documentare i meccanismi di trasmissione e quelli che hanno portato verso la quasi scomparsa di quest’arte.



TRAMA - Mani che raccontano
È un’associazione culturale che opera per la valorizzazione e diffusione delle pratiche e delle tecniche della tessitura tradizionale.
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